Seminare in un “oggi” che ci mette alla prova

Carissimi! Domenica mattina, durante l’omelia il sacerdote ha detto ai pochi presenti: “Siamo chiamati a vivere ora, in questo momento storico. Il Signore non ci ha pensati trecento anni fa o nel futuro; ci ha voluti qui e oggi”.

E questo “oggi” ci mette alla prova, tutti.

Come Ac, ce lo diciamo spesso, abbiamo il compito di camminare INSIEME e animare dal di dentro, la realtà in cui viviamo. Ora ci sembra tutto strano, ci troviamo in una situazione di difficile interpretazione, ma sappiamo razionalmente che le nostre scelte devono essere indirizzate al bene di tutti anche se il nostro cuore ci direbbe cose diverse! Sappiamo che abbiamo il dovere di essere sempre testimoni nel quotidiano, nelle piccole e grandi scelte, ma sempre con grande senso di responsabilità. Con questo pensiero abbiamo sospeso l’assemblea e ora sospendiamo tutte le altre attività…

Cercando una storia con la quale salutarvi, ho trovato questa. Semplice, ma efficace…

Un giovane ingegnere decise di impiegare un piccolo capitale in agricoltura e comprò un piccolo campo in una pianura fertile. Dal momento che non era proprio esperto di coltivazioni, decise di chiedere informazioni a un vecchio contadino che abitava nei pressi.

«Hai visto, Battistin, il mio campicello?».
«Ma certo. Confina con i miei», rispose il vecchio.
«Vorrei chiederti una cosa, Battistin: credi che il mio campicello potrebbe darmi del buon orzo?».
«Orzo? No, signore mio, non credo che questo campo possa dare orzo. Da tanti anni vivo qui e non ho mai visto orzo in questo campo».
«E mais?», insistette il giovane. «Credi che il mio campicello possa darmi del mais?».
«Mais, figliolo? Non credo che possa dare mais. Per quanto ne so, potrebbe fornire radici, cicorie, erba cipollina e meline acerbe. Ma mais no, non credo proprio».

Benché sconcertato, il giovane ingegnere replicò: «E soia? Mi potrebbe dare soia il campicello?». «Soia, dice? Non voglio fare il menagramo, ma io non ho mai visto soia in questo campo. Al massimo, erba alta, un po’ di rametti da bruciare, ombra per le mucche e qualche cespuglio di bacche, non di più».

Il giovane, stanco di ricevere sempre la stessa risposta, scrollò le spalle e disse: «Va bene, Battistin, ti ringrazio per tutto quello che mi hai detto, ma voglio fare una prova. Seminerò del buon orzo e vediamo che cosa succede!».

Il vecchio contadino alzò gli occhi e, con un sorriso malizioso, disse: «Ah, beh. Se lo semina… È tutta un’altra cosa, se lo semina!».

Siamo noi a dover seminare, senza aspettare!

Seminiamo!

Seminiamo sorrisi, parole di amicizia, preghiera, gesti solidali, gesti di responsabilità, momenti di silenzio, voglia di affidarci al Signore perché ci aiuti a superare le difficoltà e ad apprezzare sempre ogni Suo dono!

Vi abbraccio, come sempre!

Laura

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