“Oltre la Riva” – Campo Diocesano Giovanissimi 2025

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Dal 13 al 20 luglio si è svolto il campo giovanissimi diocesano presso la casa di Cian Prai di Mendatica dal titolo “Oltre la riva”

 

Durante la settimana, i ragazzi sono stati guidati dalla lettura del brano di Vangelo di Giovanni (Gv 21, 1-19) in cui avviene il terzo incontro tra gli apostoli e Gesù dopo la Sua risurrezione. In questa pericope, gli apostoli sono tornati alla loro vita da pescatori, smarriti e in attesa che la promessa del Signore di attenderli in Galilea si compisse. Ancora una volta, Gesù si palesa a loro ma nessuno lo riconosce immediatamente. Serve un segno, ancora una volta. Gli apostoli, invitati a rigettare le reti, si ritrovano di nuovo di fronte a una pesca miracolosa. Ed è così che Giovanni lo riconosce e lo comunica agli altri. Gesù si ferma con loro e condivide il pasto preparato con ciò che hanno appena pescato. Poi si rivolge a Pietro, provocando la sua fede chiedendogli se lo amasse. L’apostolo, in tutta la sua fragilità umana, non riesce ancora a dire quel “sì” convinto che, come Gesù gli profetizza, riuscirà a pronunciare solo in vista della sua morte. Sulle orme degli apostoli, i ragazzi hanno quindi intrapreso un cammino di conversione della propria quotidianità per poter confermare il compito dell’apostolato nella Chiesa e nel mondo a cui ciascuno di noi è chiamato.

 

Lunedì i giovanissimi hanno riflettuto sulle proprie comfort zone, su tutte quelle persone, situazioni, attività che per loro rappresentano una sicurezza e donano serenità. Il tema è stato approfondito affinché fosse evidente da una parte la necessità fisiologica di avere delle comfort zone, e dall’altra quanto è importante riuscire anche a svincolarsene per non rimanere ancorati a posizioni di comodo che non ci permettono di crescere e migliorarci. Gesù stravolge la nostra quotidianità ogni giorno per il meglio, dobbiamo solo farci trovare pronti ad accoglierlo.

 

Il martedì si è concentrato invece sul riconoscere e accettare le proprie fragilità, imparando a mettersi a nudo. A questo proposito, i ragazzi hanno formato un vero e proprio muro delle paure grazie ai post-it, su cui ne hanno riportate alcune. È stato inoltre fondamentale riscoprire la propria autenticità, smascherandoci di tutte quelle etichette che spesso gli altri o noi stessi ci diamo e che ci incatenano a un’immagine di noi ferma, statica, insincera. Dio ci chiede di essere originali, non fotocopie, consapevoli dei nostri limiti e difetti ma sempre pronti a fare un passo verso Lui e gli altri.

 

Mercoledì, giorno della gita, siamo stati accompagnati nella camminata da due ospiti d’eccezione, il Presidente diocesano Daniele e il nostro Vescovo Antonio. Dopo un primo momento di preghiera prima della partenza, quest’ultimo ci ha rivolto un augurio per la passeggiata che stavamo per intraprendere: iter para tutum, ovvero “rendi sicuro il cammino”. Alcune sventure durante il percorso – tra cui una voragine sul sentiero che inizialmente stavamo seguendo – non ci hanno permesso di arrivare alla meta desiderata, ma possiamo comunque ritenerci soddisfatti. Dopo alcune ore di cammino, ci siamo fermati su un pianoro, luogo nel quale abbiamo celebrato la Santa Messa presieduta dal Vescovo. Dopo un meritato pranzo, i giovanissimi hanno riflettuto sul tema della speranza cristiana, facendosi condurre da S.E. e dal Presidente. Anzitutto i ragazzi hanno compreso che dentro ciascuno di loro dimora Cristo, e che quindi possono incontrarlo imparando a conoscersi e nel rapporto con gli altri. Il Signore infatti non si nasconde, non ha paura di mostrarsi al mondo, non è lontano dalle nostre vite, ma anzi

 

“…è Gesù che cercate quando sognate la felicità” (San Giovanni Paolo II, Roma, Tor Vergata, GMG 2000)

 

Il Vescovo ha inoltre ricordato che la speranza cristiana non è una speranza vuota, verso qualcosa di incerto, ma è la speranza di una promessa che Dio ci ha fatto, di qualcosa che quindi è certo: è il tempo dell’attesa all’incontro con Lui. I ragazzi sono infine stati chiamati a scrivere su un grande blocco Lego un loro sogno. Al rientro dalla gita, i blocchi sono stati assemblati a formare un muro. Infatti, per realizzare i nostri sogni dobbiamo ricordarci che non siamo soli, ma possiamo fare affidamento sugli altri, che possono essere nostro sostegno materiale e morale. I ragazzi hanno quindi imparato che devono mettersi in moto insieme per realizzare sé stessi, fiduciosi e speranzosi in Cristo.

 

La giornata di giovedì ha ripreso gli argomenti trattati in precedenza e si è concentrata sul tema del giudizio. I ragazzi hanno inizialmente riflettuto su quei giudizi che spesso, senza pensarci troppo, danno agli altri con leggerezza senza accorgersi del peso che possono rappresentare. Nel pomeriggio, divisi in gruppi, i giovanissimi hanno ripreso un vaso in cui avevano inserito qualche giorno prima dei biglietti con le loro vulnerabilità e i loro segreti. Gli educatori hanno successivamente rotto il vaso e chiesto ai ragazzi di scrivere su un coccio un giudizio che hanno ricevuto proprio su quello che avevano scritto nei biglietti. Come nell’arte giapponese del kintsugi, i cocci sono stati decorati e uniti per ricomporre il vaso originario. Anche se spesso i giudizi ci piombano addosso come macigni, non dobbiamo lasciarci abbattere, ma piuttosto avere un atteggiamento propositivo per poterli accogliere e farne qualcosa di buono per la nostra vita. Gesù non ammonisce gli apostoli perché non lo hanno riconosciuto, ma condivide con loro il pasto e li invita a mangiare distribuendo il pane e il pesce. È tempo di ricominciare, rinnovati dalla presenza del Signore.

 

Il personale cammino di fede è stato al centro della giornata di venerdì, esplorando particolarmente il rapporto dei ragazzi con Dio. Il filo rosso è stata la parte del brano di Vangelo (Gv 21, 15-17) in cui Gesù interroga Pietro chiedendogli se lo amasse, ma ricevendo di tutta risposta un meno convinto “ti voglio bene”. Anche i ragazzi hanno vissuto la distinzione tra ἀγάπη (agape – amore) e φιλία (philia – affetto, amicizia). Aiutati dalla favola di Pinocchio, i giovanissimi hanno ragionato su tre diversi tipi di voler bene, chiedendosi da chi lo ricevono e se loro lo donano a qualcuno. Il primo tipo era rappresentato da Geppetto e indicava il prendersi cura; il secondo prendeva a riferimento il Grillo parlante e riguardava il dare consigli; il terzo e ultimo tipo era raffigurato dalla Fata Turchina, il porto sicuro di Pinocchio, quella persona a cui ci si affida nel momento più difficile e che ci protegge. Per ogni personaggio, i ragazzi hanno ricevuto una pagina di un libro. Nel pomeriggio gli sono state consegnate le ultime due pagine per poter completare il loro libro: la copertina e l’ultima pagina, sulla quale era presente una riflessione sul rapporto con Dio. Dio è infatti il nostro Autore, ha scritto per noi una vita piena di persone che ci accompagnano e che ci vogliono bene. Il suo amore è l’Amore al quale noi ci dobbiamo ispirare.

 

Sabato i ragazzi hanno affrontato due aspetti della vita cristiana. Il primo riguarda la testimonianza: i giovanissimi hanno ascoltato la voce dei loro educatori e di cinque persone appartenenti ognuna a una delle comunità parrocchiali di provenienza dei ragazzi, per poter sentire esperienze altre e diverse l’una dall’altra su come si può vivere una vita da cristiani. Inoltre, è stato loro chiesto di farsi un video in cui provavano anche loro a rispondere allo stesso quesito. Successivamente, ai giovanissimi è stato chiesto di raffigurarsi come degli omini stilizzati in base alle caratteristiche che si riconoscono e che possono mettere a disposizione degli altri. La giornata si è poi conclusa prendendosi un impegno concreto che ciascun gruppo parrocchiale deve portare a termine.

 

Come ogni anno, l’esperienza del campo giovanissimi porta con sé montagne di ricordi ed emozioni forti che rimangono indelebili nei cuori di tutti. Nessuna parola sarà mai quella giusta per esprimere ciò che abbiamo vissuto, per cui ci limiteremo a dire semplicemente GRAZIE!

GRAZIE anzitutto a Mimma e Bruno, i nostri fantastici cuochi, che si fanno sempre in quattro per soddisfare le esigenze alimentari preparandoci piatti succulenti e prelibati.

GRAZIE a Don Enzo, il nostro instancabile Assistente Giovani. Mai come quest’anno i ragazzi si sono avvicinati a lui con una spontaneità disarmante, rendendosi veramente prossimo per chiunque lo cercasse.

GRAZIE a voi, un gruppo di giovanissimi Bello e di cuore.

GRAZIE ad Alessandro, Alessia, Alessio, Alice, Antonio, Aurora, Cecilia, Elisabetta, Emma, Gioele, Giorgia N., Giorgia T., Gregorio, Greta C., Greta M., Irene, Jasmine, Leonardo P., Leonardo V., Lorenzo, Matteo E., Maria Giulia, Matteo M., Mattia, Pietro, Riccardo, Sofia F., Sofia P.

 

Ariannna Faraldi

Andrea Revelli

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